Home | News | Chi siamo | Dicono di noi | Sezioni |Gruppi |Contatti

 

pp0401

La cultura e la bellezza...

 

pp0201

Wojtyla, un grande testimone...

 

pp2001

Le attività del gruppo allievi...

 

 

pp2002

In famiglia...

BI_lunga

p1001

p1002Quali sono i ricordi legati ai tuoi primi passi nell’Asso-ciazione?
Nel 1988 iniziai il mio percorso in Associazione, al tempo guidata dal caro presidente Gianluigi Marrone e dall’Assistente spirituale Mons. Carmelo Nicolosi, collaborando, dopo il periodo di preparazione, con la Sezione Liturgica. Ricordo innanzitutto con affetto gli amici che sono venuti a mancare nel corso degli anni e che hanno dato esempio di appartenenza al sodalizio con la loro storia proveniente dalla Guardia Palatina, trasmettendo a noi “nuovi entrati” la disciplina che era propria di un ordine militare, seppur di rappresentanza. Aver perso amici e persone care durante la pandemia ha portato tutti noi ad affrontare una introspezione personale mettendo a nudo le proprie fragilità e la consapevolezza della finitudine (memento mori).

La nostra Associazione compie 50 anni di attività e di vita sociale, di fedeltà rinnovata al Santo Padre e alla sede Apostolica. La nostra storia prende inizio dall’operato della Guardia Palatina d’Onore e incarna la volontà riformatrice del Concilio Vaticano II che indicò alla Chiesa di confrontarsi con efficacia nel contesto di tempi storici che velocemente stavano cambiando. Quali sono i principali cambiamenti che orienteranno l’Associazione nei prossimi anni?
I cambiamenti che orienteranno l’uomo, mi auguro saranno la ricerca di una maggiore sensibilità, accoglienza e generosità nei confronti del prossimo. Generosità che in Associazione manifesteremo con l’impegno giornaliero nelle varie sezioni e in occasione del prossimo Anno Santo al quale dovremo presentarci sempre meglio organizzati e coesi.

“Un inverno demografico italiano” con questa espressione il Santo Padre ha aperto il primo Angelus in Piazza San Pietro per descrivere la necessità di una rinascita nel vero senso della parola. Quale è la tua opinione sulle mancate politiche di sostegno alla famiglia?
Con questa espressione Papa Francesco ha aperto il primo Angelus in Piazza San Pietro. Lo sconforto nell’osservare la sofferenza di tante persone colpite a morte dal Covid e dei loro familiari e non da ultimo il crollo economico del ceto medio, costretto a chiedere aiuto, ci insegna che dobbiamo avere più attenzione per i più deboli che si trovano in difficoltà. La mancanza di una vera politica del lavoro e dell’educazione civica hanno generato caos, ignoranza, rendendo irresponsabili la maggioranza delle persone che credono che la libertà non debba avere regole. Negli anni passati non è mancato il

sostegno alle famiglie, vedi il dramma degli esodati, dei giovani precari e dei senza lavoro. Accoglienza, ordine, educazione e ridistribuzione della ricchezza, a mio avviso, sono l’unica soluzione a questo problema.

Il valore del nostro tempo con questa pandemia è divenuto un valore inestimabile; quanto di questo valore viene riservato alla preghiera?
Le Messe del Santo Padre durante questo difficile periodo, ci comunicano che la preghiera deve essere un veicolo di gioia e di ottimismo perché non si sta bene con gli altri se non si è prima sereni individualmente.

p1003

Con quale spirito desideri unirti ai soci dell’Associazione in questo periodo storico così difficile?
La sicurezza che la vita non termini con il breve periodo che ci è concesso mi porta a condividere con tutti gli amici soci una bellissima frase in latino che si usava scrivere a caratteri dorati sulle fasce del violino dalla metà del 1500 in poi: viva fui in silvis, sum dura occisa securi, dum vixi tacqui, mortua dulce cano.
“Vissi nelle selve, finché una dura scure non mi uccise, quando vissi tacqui, ora che son morto dolcemente canto”.

Questo piccolo contributo storico sia un soffio di leggerezza e di speranza per i problemi che ognuno di noi è chiamato ad affrontare.

Vuoi condividere con soci e lettori qualche aspetto della tua vita personale?
Mi ritengo una persona molto fortunata perché ho una famiglia molto unita e anche perché svolgo un lavoro che mi immerge nella bellezza, essendo un professore d’orchestra (violinista) del Teatro dell’Opera di Roma ormai da 30 anni. Lo svolgere il mio impegno in Basilica, immerso in tanta altra bellezza, mi gratifica enormemente. Rimarrà indelebile nella mia memoria aver suonato per San Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro in occasione di una tournée, nel 1988, accompagnato da un’orchestra polacca. Proprio in quell’anno fui presentato in Associazione ed ha avuto inizio il mio percorso.

Inizio pagina