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Periodico dell'Associazione

 

News 2022

6 Febbraio 2022 - Assemblea Generale

Domenica, 6 Febbraio 2022, numerosi soci si sono raccolti per la Santa Messa celebrata da Mons. Joseph Murphy presso la Cappella dei Protomartiri nella Casa Bonus Pastor, a cui è seguita l’Assemblea Generale dell’Associazione.
Nell’omelia, commentando il Vangelo (Lc 5,1-11), il celebrante ha sottolineato l’attualità delle letture del giorno. Gesù predica in principio sulle sponde del lago Gennèsaret, poi sulla barca di Pietro a largo delle acque. Pietro già conosce Gesù, perché ha curato sua suocera. Pietro è un esperto pescatore, conosce gli orari e punti dove pescare, ma quel giorno non ha pescato nulla. Pietro ha già visto la potenza di Gesù e secondo la Sua parola decide di gettare di nuovo le reti, contro la propria esperienza. Le reti della barca erano ricolme di così tanti pesci che rischiavano quasi di strapparsi. Pietro si sente inadeguato, indegno, limitato, ma il Signore ha un progetto per Pietro, d’ora in poi sarà pescatore di uomini. Da quel momento, ciò che conterà per Pietro è la parola del Signore. Non riponiamo troppa fiducia nella nostra capacità: Gesù ci invita a credere e ad avere fede. Se cerchiamo di adattare la Chiesa alla società rischiamo di essere pescatori che non pescano.
Nella prima lettera di San Paolo ai Corinzi (1Cor 15,1-11), ha proseguito il celebrante, Paolo riconosce i suoi peccati, il suo essere piccolo, la sua inadeguatezza. Egli è ciò che è solo per grazia di Dio. Paolo ha accolto la grazia del Signore. Lo stesso sentimento caratterizza il profeta Isaia, che vedendo Dio e i serafini nel tempio, si sente peccatore, impuro e pieno di debolezze, ma Dio lo purifica dai suoi peccati e Isaia risponde alla chiamata del Signore con il suo autentico atto di Fede: “eccomi, manda me”. La prima lettura dal Libro del profeta Isaia (Is 6,1-2a.3-8) ci ricorda come Dio si manifesti nella nostra vita donandoci la grazia necessaria per la nostra missione. Non dobbiamo contare solamente sulle nostre forze, ma dobbiamo confidare costantemente nell’aiuto del Signore, riconoscendo con umiltà le nostre debolezze. Dio darà frutto ai nostri sforzi. Tutto, infatti, si costruisce con Dio, con l’aiuto del Signore nella nostra vita.
Al termine della Santa Messa, l’Assemblea Generale, preceduta dalla riconferma del Presidente uscente dell’Assemblea, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento, si è aperta con il rituale saluto dell’Assistente Spirituale che ha espresso fervidi auguri di ogni bene e i ringraziamenti della Segreteria di Stato. Mons. Murphy, ricordando i soci che ci hanno lasciato, grato per il loro esempio, ha esortato a riprendere le attività associative nonostante il perdurare della pandemia: il generoso contributo alle attività liturgiche, alla formazione dei soci e i tanti sacrifici dei nostri familiari. Iniziamo a vedere la luce! Mons. Murphy ha quindi ricordato le calorose parole di ringraziamento del Santo Padre al Sodalizio, durante l’udienza concessa l’8 gennaio: Siate uomini del sorriso. Il sorriso è un ponte. Voi diventate artigiani dell’incontro. Guardiamo a Gesù con più umanità. Due i punti salienti:
Ricominciamo. Vi è stato un certo calo nelle attività dell’Associazione, specialmente nei servizi in basilica: con l’assenza di circa la metà dei soci, i presenti in servizio sono costretti a coprire più spazi del normale. Ciò comporta serie difficoltà anche per il prossimo Anno Santo che inizierà a dicembre 2024. Abbiamo profuso il nostro impegno per reclutare nuove forze. Ricordiamo i motivi profondi della nostra attività. Lo stare insieme è un elemento molto importante della nostra vita;
Umiltà. L’umiltà è una qualità che deve caratterizzare il nostro operare. Umiltà è Verità. Non si tratta di umiliarsi, ma riconoscere la verità della nostra situazione davanti a Dio e davanti agli altri. Bisogna riconoscere che siamo tutti peccatori e qual è il cattivo uso della libertà che Dio ci ha dato. La nostra è una testimonianza umile, un servizio gradito a Dio. Se siamo redenti crediamo nella salvezza. La nostra fede è amicizia con Dio, grazie alla quale ci spendiamo per noi, per gli altri. Nell’amicizia con Dio troviamo la felicità e le motivazioni del nostro servizio. L’orgoglio è una grande tentazione. San Paolo ci ricorda che per avere una giusta valutazione di noi stessi non dobbiamo avere un’idea troppo alta di noi. Dio innalza l’uomo umile, l’uomo vero. Santa Teresa d’Avila, nel “Castello Interiore” spiega perché al Signore è tanto gradita l’umiltà. Mons. Murphy ha infine concluso il suo intervento con l’invocazione alla Virgo Fidelis.
Il Presidente Milli, evidenziando l’importanza del nuovo anno sociale e l’anno appena concluso caratterizzato da grande emozione, celebrazione e incontri speciali, ha ricordato l’anno giubilare 2021 nella storia di questa gloriosa Associazione e nei cuori di ognuno di noi. Lo scorso 8 gennaio, ricevuti in udienza generale dal Santo Padre, abbiamo idealmente concluso l’anno del cinquantesimo anniversario dalla fondazione dell’Associazione e allo stesso tempo abbiamo iniziato una nuova stagione con la gioia di quell’incontro straordinario, suggellato dalle parole che Papa Francesco ha voluto rivolgerci. Artigiani dell’incontro, così ci ha definiti il Santo Padre. Parole meravigliose, un riconoscimento e un dono che devono renderci orgogliosi; parole che nella loro profonda semplicità raccontano effettivamente ciò che siamo: fervidi cattolici che ogni giorno si impegnano nel servizio verso l’altro, nella famiglia, nel lavoro, nei rapporti quotidiani. E nel nostro operato all’interno dell’Associazione, la nostra missione è proprio rivolgere attenzione e accoglienza verso i tanti fratelli che giungono nella Basilica di S. Pietro da ogni parte del mondo. L’incontro con Papa Francesco è stato un momento indimenticabile, una meravigliosa conclusione al termine di un anno di incontri per il nostro cinquantesimo anniversario. Voglio qui ricordare la solenne cerimonia dello scorso 18 settembre nella basilica di S. Giovanni, presieduta da Mons. Paul Richard Gallagher: il suo apprezzamento nei confronti del Sodalizio e delle sue attività, il bel momento coronato con il concerto che ha concluso quella giornata d’incontro, di festa e di preghiera. Durante lo scorso anno, in diverse occasioni e contesti, ho avuto l’onore e il privilegio di raccontare e ricordare chi siamo. L’ho fatto durante cerimonie pubbliche o incontri informali e ho sempre tenuto molto a sottolineare le nostre origini, il percorso che questo Sodalizio ha compiuto grazie ai tanti Soci che lo hanno animato e a quelli che continuano a farlo con la protezione e la benevolenza della Vergine Maria. Ho voluto sempre cogliere le occasioni che ho avuto a disposizione per parlare con gioia ed entusiasmo della nostra promessa e del nostro impegno nell’adoperarci quotidianamente in maniera disinteressata nelle attività che svolgiamo e che hanno dei denominatori comuni: il servizio, l’accoglienza, la fedeltà alla Chiesa e ai suoi figli. Nell’anno giubilare abbiamo continuato nel nostro impegno in occasione degli eventi nei quali siamo stati chiamati a svolgere il nostro servizio. Stiamo tutt’ora attraversando a livello globale una fase difficile a causa della pandemia e anche noi, nel nostro servizio, abbiamo prestato il nostro contributo per far sì che la nostra accoglienza fosse sempre improntata alla gentilezza e alla sicurezza. Tutti noi abbiamo potuto constatare come nell’anno dell’anniversario, il Sodalizio sia stato oggetto di sincera considerazione, affetto e riconoscimento da parte delle alte istituzioni con le quali collaboriamo quotidianamente nella Città del Vaticano. Lo Stato Vaticano, per il nostro cinquantesimo anniversario, ha infatti voluto omaggiare il Sodalizio con due ricordi istituzionali dal prestigioso valore simbolico: il conio della moneta da cinque Euro e l’emissione del francobollo commemorativo. Ma numerose sono state le occasioni durante le quali l’Associazione è stata ricordata e celebrata con parole che - non posso negarlo - mi hanno spesso emozionato. Si apre dunque per il nostro Sodalizio una nuova stagione durante la quale mettere in campo l’esperienza e l’impegno che non abbiamo mai fatto mancare in passato. In questo senso, voglio rivolgere un pensiero alla straordinaria attività che ormai da più di dieci anni viene portata avanti con i giovani e il Gruppo Allievi, e con questo voglio rivolgere un sentito ringraziamento a Mons. Joseph Murphy, padre della felicissima intuizione che ha portato alla fondazione del Gruppo. Ricordo con piacere l’apprezzamento dei superiori durante l’apertura della porta Santa nel Giubileo straordinario della Misericordia, quando il Sodalizio offrì il proprio servizio con i ministranti Allievi, e tante sono state le occasioni che hanno visto i nostri giovani adoperarsi con passione e capacità. L’obiettivo del Gruppo Allievi era ed è quello di creare nel Sodalizio delle basi solide sulla formazione dei giovani, offrendo loro la possibilità di crescere, confrontarsi, mettere a disposizione le loro energie facendoli sentire ciò che sono: risorse straordinarie ed imprescindibili per il futuro di ogni società umana. Il mio auspicio è che questo impegno prosegua e si accresca nel tempo per ampliare ancora di più gli orizzonti dell’Associazione. In conclusione, cari Soci e amici, voglio qui ricordare come l’occasione dell’anniversario del cinquantesimo, ci abbia dato la possibilità, grazie all’impegno dei superiori, di riqualificare gli spazi della nostra sede, portando a compimento l’opera di rinnovamento iniziata nel 2015 con la ristrutturazione della cappella. A breve, dunque, la casa dell’Associazione e gli spazi che ci ospitano da tanto tempo e che custodiscono la nostra storia e la nostra tradizione, saranno ancora più accoglienti. Voglio salutarvi ricordando ancora una volta l’incontro con il Santo Padre dello scorso gennaio. Papa Francesco, tra le molte splendide parole delle quali ci ha fatto dono in quell’occasione, ci ha invitati a ricordare, citando la sua Enciclica “Fratelli Tutti”, come la vita è l’arte dell’incontro, nonostante i tanti possibili scontri con l’altro. Il mio auspicio e l’augurio che rivolgo a tutti noi è proprio quello di non dimenticare mai quanto sia importante adoperarsi per essere costruttori di incontri e di accoglienza. Tenendo a mente questo, e con il sostegno della fede, proseguiamo nel nostro cammino come fratelli al servizio di un bene più grande.
Successivamente, il Dirigente della Sezione Caritativa ha presentato il bilancio consuntivo del 2021 e il bilancio preventivo per il 2022, frutto della sensibilità di tutti. Di seguito il Tesoriere, con la lettura del Bilancio consuntivo 2021 e del Bilancio preventivo 2022, ha riferito il consistente stato patrimoniale e la copertura finanziaria per la fine dei lavori di restauro della sede. Il Collegio dei Revisori, infine, dall’attenta valutazione della relazione contabile, premesso che nessuna verifica è intervenuta da parte della Segreteria di Stato, ha confermato il consistente stato patrimoniale e ha espresso parere favorevole ai bilanci presentati all’Assemblea.
L’Assemblea dei soci, pertanto, ha approvato ad unanimità il bilancio consuntivo 2021 e successivamente il bilancio preventivo 2022.

Luca Valente

8 Gennaio 2022 - Solenne Udienza di Papa Francesco per il 50° Anniversario dalla fondazione dell'Associazione Ss. Pietro e Paolo

Sabato, 8 Gennaio 2022, Solenne udienza di Papa Francesco in Aula Paolo VI in Vaticano per il 50° Anniversario dalla fondazione dell’Associazione Ss. Pietro e Paolo, erede della Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità. Lo storico incontro, caratterizzato da una straordinaria e gioiosa partecipazione di soci, aspiranti, allievi, unitamente a familiari ed amici, è stato preceduto da un ricco repertorio di inni impeccabilmente eseguiti dalla Fanfara dell’Associazione, e dalla trasmissione di alcuni filmati sulla struttura organizzativa e sulle innumerevoli attività svolte dalle Sezioni del Sodalizio.
All’inizio dell’incontro il Presidente Milli ha affettuosamente ringraziato i soci, l’Assistente e il Vice-Assistente Spirituale per l’importante traguardo raggiunto per il 50° Anniversario dell’Associazione. Un particolare ringraziamento alle mogli e alle mamme per la missione dei soci, ricordando come il cuore della famiglia è la donna. È la moglie che ci aiuta nel nostro percorso associativo. Il Presidente ha brevemente ripercorso la storia delle origini della Associazione, nata nel 1971 per volontà di Papa Paolo VI, al fine di raccogliere l’eredità di ideali della Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità, istituita dal Beato Pio IX nel lontano 1850, unificando i preesistenti due corpi armati della Milizia Urbana e della Guardia Civica Scelta, illustrando quindi il cammino attento e laborioso degli appartenenti all’Associazione sempre silenziosamente attivi.
Laddove la Guardia Palatina d’Onore accoglieva i Capi di Stato, l’Associazione nasce per accogliere i fedeli e per donare loro un sorriso. Un servizio concreto e trasparente, senza fronzoli, che con i cappellani stiamo cercando di trasmettere alle nuove generazioni. Trasmettiamo ai giovani d’oggi, spesso disorientati e confusi, l’amore per il prossimo. L’unico libro è l’insegnamento. Cerchiamo di far vedere il nostro cuore. Il messaggio del Papa è accogliere con il cuore.
Il Presidente ha quindi rivolto un sincero ringraziamento a Sua Santità per questo incontro così speciale ed emozionante per tutti noi. Cinquant’anni fa, seguendo le istanze riformatrici del Concilio Vaticano II, San Paolo VI volle trasformare l’allora Guardia Palatina d’Onore in un’associazione di fedeli dedicati al servizio del Santo Padre e della Chiesa, affidandole una missione di solidarietà verso i più bisognosi e di accoglienza di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Santità, per portare avanti la nostra missione troviamo grande forza nei Suoi insegnamenti, che insistono sull’Amore, la misericordia, la fratellanza e l’incontro. Le Sue parole illuminano il cammino della nostra Associazione e il nostro impegno quotidiano è quello di attuarle, traducendole in azioni e gesti concreti. In un recente Angelus, Lei ha esortato i fedeli con queste parole: «Non dimentichiamo che il primo atto di Carità che possiamo fare al prossimo è offrirgli un volto sereno e sorridente» (Angelus, 19 dicembre 2021). Questa frase mi ha fatto pensare al nostro operato. Infatti, ogni volta che siamo chiamati a metterci al servizio dei poveri o ad organizzare l’accoglienza dei fedeli nella Basilica di S. Pietro o altrove, cerchiamo di offrire quel sorriso che è come il primo abbraccio che accoglie il nostro fratello giunto a volte da molto lontano. Un sorriso, una parola di incoraggiamento o una breve indicazione sono elementi semplici, eppure così importanti, per costruire incontri che riempiono il cuore. Oggi, in un tempo di difficili prove che stiamo affrontando, credo che creare anche un solo momento di gioia, di gentilezza e di speranza significhi veramente mettersi al servizio e fare la volontà del Signore. Nel corso degli anni, e in particolare nell’ultimo decennio, l’Associazione ha intensificato le proprie attività avvalendosi delle competenze di tutti i Soci e delle sinergie instaurate con le altre realtà che operano in Vaticano. Tra le iniziative di questi anni, vorrei menzionare la formazione dei giovani che desiderano far parte della nostra Associazione. Offriamo questo servizio con gioia, perché siamo convinti che i giovani siano risorse straordinarie ed imprescindibili per il futuro di ogni società umana. Contribuire alla loro crescita significa non solo garantire nuova linfa al nostro Sodalizio, ma anche imparare da loro, confrontandoci con realtà nuove e creative che è nostro dovere valorizzare e incoraggiare. In conclusione, Santità, voglio qui ricordare la visita che il Suo venerato predecessore San Giovanni Paolo II fece alla sede dell’Associazione poco prima del Santo Natale del 1980. In quell’occasione il Pontefice definì il nostro Sodalizio «L’Associazione della Casa del Papa. L’Associazione più vicina al Papa!». Ecco, Santità, quelle parole rappresentano per noi una bella espressione di fiducia e anche una grande responsabilità. Noi oggi ci sentiamo particolarmente vicini a Lei; da Lei attendiamo una parola per orientare i nostri passi e confidiamo, con il sostegno del Signore, di essere sempre all’altezza dei compiti che ci vengono affidati. Grazie, Santità! A nome di tutta l’Associazione, Le auguro un buon anno nuovo! Che Dio La benedica e la protegga sempre!
A seguire, il solenne discorso di Sua Santità, Papa Francesco, che ha rivolto un sentito ringraziamento al Sodalizio per il prezioso servizio reso dall’Associazione nel corso dei 50 anni di fedeltà alla Sede Apostolica, soffermandosi in specie sull’importanza della testimonianza di Fede nei servizi liturgici prestati durante le celebrazioni pontificie, sempre con il sorriso rivolto ai fedeli provenienti da tutto il mondo. Grazie per questo stile del sorriso: credo che sia un po’ la vostra mistica. Sempre il sorriso, che favorisce l’incontro. Il sorriso è un ponte. Mi tornano alla mente le parole di San Giovanni XXIII: “Io metto i miei occhi nei vostri occhi, metto il mio cuore vicino al vostro cuore”. Questa espressione esprime bene il senso cristiano dell’incontrarsi. E ora vorrei lasciarvi qualche indicazione per il futuro, perché il vostro prezioso servizio possa continuare ad essere testimonianza per chi incontrerete, in un contesto che risentirà ancora degli effetti della pandemia.
Il Sommo Pontefice ha quindi rimarcato la fedeltà del Sodalizio alla Sede Apostolica con il passaggio istituzionale dalla Guardia Palatina d’Onore: È bello vedere che, in questo mezzo secolo di vita, voi siete passati dall’essere “guardia d’onore di palazzo” all’onore di essere “a servizio” dell’umanità pellegrina, rendendo così una particolare testimonianza di vita cristiana, di apostolato e di fedeltà alla Sede Apostolica.
Cosa rappresentano i vostri 50 anni di storia? Possiamo rispondere a questa domanda con il titolo del vostro periodico: “Incontro”. Infatti la vostra storia è fatta di continui “incontri”. Nell’incontro c’è sempre un movimento. Se tutti stiamo fermi, non ci si incontra mai. «La vita è l’arte dell’incontro, anche se tanti scontri ci sono nella vita» (Enc. Fratelli tutti, 215). Ma la vita è questo: l’arte dell’incontro, che è come l’ossigeno della vita. Per questo abbiamo bisogno di una cultura dell’incontro, perché «come popolo ci appassiona il volerci incontrare, il cercare punti di contatto, gettare ponti, progettare qualcosa che coinvolga tutti» (ibid., 216). È questo il criterio che dà senso al vostro impegno quotidiano – e vi ringrazio tanto! Attraverso i vostri servizi quotidiani voi diventate artigiani dell’incontro, portando il calore della gentilezza di Gesù a chi entra nella Basilica di San Pietro, a chi ha bisogno di un’indicazione, a chi ha bisogno di un sorriso per sentirsi a casa.
E ancora il Papa ha esortato gli appartenenti al Sodalizio a fare tesoro di quanto si è vissuto, tenendo conto dei cambiamenti nei rapporti umani prodotti dalla pandemia.
“Ricominciamo con più umanità, guardando a Gesù, con la speranza nel cuore”. Questo sarebbe come il programma che io vi do, un po’ un “programma a casa”. Credo che possa ispirarvi. Ricominciamo. Certamente facendo tesoro di quanto si è vissuto, tenendo conto che siamo tutti un po’ cambiati e, spero, migliorati, ma sempre pronti a servire secondo il motto della vostra Associazione: “Fide constamus avita”: “Perseveriamo saldamente nella fedeltà dei nostri padri”.
Ricominciamo con più umanità. Se siamo cambiati un po’ tutti è perché ci siamo resi conto, con quello che abbiamo vissuto, che ciò che veramente conta nella vita sono i rapporti umani. Tutti sentiamo il bisogno di volerci bene, di vivere più uniti, di sentirci rivolgere parole buone e incoraggianti e, a nostra volta, di donarle con uno stile di vita pieno di speranza. Vi incoraggio a continuare a mostrare questo volto con più umanità.
Ricominciamo guardando Gesù. La vostra Associazione ha sempre proposto la vita di Gesù come lo stile di vita pienamente umano, il punto di riferimento e il fondamento per l’uomo di ogni tempo, e quindi anche per l’uomo di oggi. Ancora di più ora, vogliamo testimoniare la nostra fede annunciando che la nostra vita concreta trova la sua radice nell’umanità di Gesù. Dunque, conoscere meglio Lui, conoscere come ha condotto la sua esistenza, quello che ha detto, come si è relazionato con gli altri, è fondamento per scoprire come vivere umanamente l’oggi. Guardando a Lui ci sentiamo chiamati sempre di più a un servizio quotidiano fatto di accoglienza, di condivisione, di ascolto fraterno, di vicinanza umana. Credo che così si possa mostrare, con i fatti, la bellezza e la forza del Vangelo.
E infine: Ricominciamo con la speranza nel cuore. Cari fratelli e sorelle, la speranza non deve mai mancare nel cammino del credente, quella speranza che non delude, non delude mai. Siamo di Cristo, siamo innestati in Lui con il Battesimo; in noi c’è la sua presenza, c’è la sua luce, la sua vita. Camminiamo dunque sorretti dalla sua Parola: è Parola di Vita. Camminiamo con gioia e speranza, consapevoli che il Signore non smetterà mai di sostenere il nostro impegno di bene. Lo dico rivolgendomi in modo speciale ai giovani: vi incoraggio a donare le vostre energie per chi è nel bisogno, per diventare uomini capaci di incontri veri e sinceri.
Affido a Maria, Virgo Fidelis voi cari Soci, i vostri familiari – ai quali togliete tempo per dedicarlo con generosità alla Santa Sede – e tutte le persone a voi care. Vegli la Vergine Santa con il suo amore materno su ciascuno di voi, Per questo, prima della benedizione, recitiamo insieme la Preghiera dell’Associazione: Vergine Santa e Madre nostra tenerissima, che fosti sempre fedele a Dio nell’eroico adempimento della tua sublime missione, deh, ci ottieni, ti preghiamo, che, dietro il tuo esempio, ci manteniamo anche noi, fedeli in tutte le vicende della vita, alla nostra vocazione cristiana ed ai cenni della divina grazia. Abbiamo assunto col nostro Dio impegni sacrosanti: tu ci impetra che la nostra fede, da ogni parte insidiata e combattuta, non vacilli giammai. Siamo figli della Chiesa: tu fa’ che, fermi nell’amore ardente alla Chiesa stessa e nell’obbedienza devota al suo Capo visibile, sia nostra gloria fortemente operare e generosamente soffrire. Così, da te aiutati, o Vergine Maria, compiuta la nostra terrena giornata, meriteremo in cielo l’immortale corona. Amen. Virgo Fidelis, ora pro nobis. Ed ora vi do la Benedizione, che estendo alle vostre famiglie, ricordando specialmente i bambini e le persone ammalate. E vi chiedo per favore di pregare per me. Grazie!

Il Presidente Milli, da ultimo, ringraziando Sua Santità con un pregevole dono della Virgo Fidelis ha sottolineato la fedeltà senza soluzione di continuità dell’Associazione alla missione di solidarietà e di accoglienza affidata dal Papa.

Luca Valente