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benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità. Predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato» (Ef 1,3-6). Neanche il peccato ha potuto ostacolare definitivamente la realizzazione di questo piano, perché la misericordia di Dio supera la nostra miseria: «Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù» (Gv 2,4-7).

Anche San Giovanni ci esorta a riconoscere il dono straordinario che il Padre ci ha dato: «Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1 Gv 3,1).
In questo mondo che soffre di ingiustizie, di guerre, della fame, di malattie mortali, di sfruttamento di ogni sorte, ricordiamo il Bambino che giace impotente nella mangiatoia e apriamo il cuore al messaggio di pace che proviene da Betlemme. Lasciamoci trasformare, accogliamo la misericordia di Dio che non conosce limiti, riconosciamo la nostra dignità di figli e impegniamoci a fare la nostra parte per rendere la vita attorno a noi più bella e più umana.
Con questi pensieri, insieme a Mons. Ivan Santus, nostro Vice-Assistente, auguro a tutti i nostri lettori un buon e santo Natale e un Anno Nuovo colmo di benedizioni.

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Cari Soci, in occasione del Santo Natale è per me motivo di gioia rivolgere a tutti voi un fraterno saluto. Nel farlo voglio condividere alcune considerazioni su questo tempo – per noi cristiani così emozionante e significativo – e sull’anno che si sta concludendo. Il 2021, per il nostro Sodalizio, è stato un anno molto importante; un anno di celebrazioni, di bilanci e riflessioni, ma anche e soprattutto di nuove prospettive e progetti da concretizzare per proseguire nel nostro operato di fede e testimonianza. L’anno che si conclude rimarrà nelle nostre menti e nei nostri cuori perché ha segnato il prestigioso traguardo dei cinquant’anni dalla fondazione dell’Associazione “Ss. Pietro e Paolo”. Se ci voltassimo indietro per guardare alla nostra storia, collocandoci idealmente in un punto qualsiasi di questa, ci renderemmo conto di quanto sarebbe stato probabilmente azzardato anche solo immaginare di ritrovarci oggi come testimoni ed eredi di un percorso così lungo fatto di passione, servizio e fede. Quando nel 1971 San Paolo VI prese la decisioneGuardia Palatina di sciogliere il glorioso Corpo della Guardia Palatina d’Onore, p0203fondata nel 1850, i nostri padri, colti dalla sorpresa, tarda-vano a capire le intenzioni dell’allora Santo Padre che volle sciogliere i Corpi militari pontifici per adeguare maggiormente le istitu-zioni della corte ponti-ficia alle sensibilità moderne. Fu un momen-to di passaggio non semplice, a tratti oscuro e segnato dall’incertezza che umanamente alber-ga nei cuori di chi si tro-

va a vivere repentini cambiamenti. Oggi, alla luce del percorso che abbiamo compiuto e della rinnovata fede nella strada che abbiamo dinanzi, possiamo realmente affermare che quella scelta così rivoluzionaria fu presa sotto la guida della Provvidenza. A cinquant’anni da quella storica svolta, la testimonianza fattiva tra coloro che provenivano dalla Guardia Palatina e i nuovi Soci ha assunto un sincero carattere di accoglienza al prossimo.
L’accoglienza è diventata la nostra missione, il nostro traguardo quotidiano al servizio della Chiesa e del Santo Padre; una missione profondamente sentita e voluta che il tempo ha saldato sotto la guida attenta e amorevole di ben cinque Pontefici: San Paolo VI, Giovanni Paolo I, San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Durante questo mezzo secolo di vita del Sodalizio, la Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano in più occasioni hanno riconosciuto
e sostenuto l’operato del Sodalizio. San Giovanni Paolo II la definì l’“Associazione della casa del Papa”, e tanti sono stati i riconoscimenti ottenuti per il servizio che i Soci hanno sempre svolto con dedizione e competenza. In occasione della ricorrenza giubilare dell’Associazione, l’attenzione nei nostri confronti si è fatta ancora più significativa con la concessione dei fondi per la riqualificazione della sede, la coniatura della moneta commemorativa dello Stato, nonché l’emissione del francobollo. Atti concreti e dal grande valore simbolico, proprio come lo sono le nostre attività al servizio dei fedeli e della Chiesa.
Personalmente, ho provato grande gioia nel vedere tanti Soci partecipare alla Santa Messa presieduta da Sue Eccellenza Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, in occasione della ricorrenza della nostra fondazione

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