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Infatti, per alimentare la preghiera del suo popolo, Dio ha ispirato i Salmi, mirabili formule adatte per la comunità e per i singoli. Così, la parola di Dio diventa la preghiera dell’uomo: attraverso la sua parola, Dio ci insegna come dobbiamo pregare. Come dice Papa Francesco:

Leggendo e rileggendo i Salmi, noi impariamo il linguaggio della preghiera. Dio Padre, infatti, con il suo Spirito li ha ispirati nel cuore del re Davide e di altri oranti, per insegnare ad ogni uomo e donna come lodarlo, come ringraziarlo e supplicarlo, come invocarlo nella gioia e nel dolore, come raccontare le meraviglie delle sue opere e della sua Legge. In sintesi, i Salmi sono la parola di Dio, che noi umani usiamo per parlare con Lui (Udienza generale, 14 ottobre 2020).

I Salmi, quindi, rappresentano il nostro modo di rivolgerci a Dio e di relazionarci con lui.

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3. I SALMI ESPRIMONO OGNI SENTIMENTO DEL CUORE UMANO

I Salmi danno espressione ad ogni sentimento del cuore umano: gioia, riconoscenza, rendimento di grazie, amore, tenerezza, entusiasmo, ma anche intensa sofferenza, recriminazione, richiesta di aiuto e di giustizia, che sfociano talvolta in rabbia e imprecazione. Nei Salmi l’essere umano ritrova se stesso interamente; si presenta a Dio come è, senza nascondere nulla. Come parole di uomini ispirate da Dio, i Salmi ci insegnano a portare alla luce i segreti più nascosti del nostro cuore, a conoscere Dio e a pregarlo in modo giusto. Ci fanno capire che tutti i sentimenti del nostro cuore, anche quelli meno nobili, possono entrare a far parte della nostra preghiera. Quando preghiamo, Dio ci incoraggia ad essere onesti con Lui, a non nascondere ciò che portiamo sul cuore.

Non dobbiamo pregare esprimendo soltanto bei sentimenti, comunicando a Dio solo ciò che immaginiamo opportuno. Dio è il Padre che ci ama; desidera che noi gli diciamo tutto. Dando voce alle mozioni più profonde dell’anima, i Salmi ci forniscono le parole per esprimere tutto ciò che vogliamo dire a Dio. Al riguardo, Papa Francesco afferma:

In questo libro non incontriamo persone eteree, persone astratte, gente che confonde la preghiera con un’esperienza estetica o alienante. I Salmi non sono testi nati a tavolino; sono invocazioni, spesso drammatiche, che sgorgano dal vivo dell’esistenza. Per pregarli basta

essere quello che siamo. Non dobbiamo dimenticare che per pregare bene dobbiamo pregare così come siamo, non truccati. Non bisogna truccare l’anima per pregare. “Signore, io sono così”, e andare davanti al Signore come siamo, con le cose belle e anche con le cose brutte che nessuno conosce, ma noi, dentro, conosciamo. Nei Salmi sentiamo le voci di oranti in carne e ossa, la cui vita, come quella di tutti, è irta di problemi, di fatiche, di incertezze. Il salmista non contesta in maniera radicale questa sofferenza: sa che essa appartiene al vivere. Nei salmi, però, la sofferenza si trasforma in domanda. Dal soffrire al domandare (Udienza generale, 14 ottobre 2020).

4. I SALMI CI PARLANO DI CRISTO

I cristiani hanno adottato i Salmi nella loro preghiera soprattutto perché parlano di Cristo. La grande chiave di lettura di queste composizioni poetiche è Cristo stesso. I Padri della Chiesa ne erano ben convinti: nei Salmi si parla di Cristo. Dopo la sua risurrezione, Gesù stesso ha fornito questa chiave di lettura agli apostoli: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi» (Lc 24,44-48).

I Padri aggiungono che nei Salmi si parla a Cristo o è addirittura Cristo a parlare. Dicendo questo, essi non pensavano soltanto alla persona individuale di Gesù, ma al Christus totus, al Cristo totale, formato da Cristo capo e dalle sue membra. Per questo motivo, anche noi cristiani possiamo leggere e pregare i Salmi alla luce di tutto il mistero di Cristo.

5. UNA VERA SCULA DI PREGHIERA

I Salmi, perciò, costituiscono una vera scuola di preghiera, una scuola dataci da Dio stesso. Infatti, San Romualdo, fondatore di Camaldoli, giunse alla conclusione che sono i Salmi l’unica strada per fare l’esperienza di una preghiera veramente profonda: «L’unica via è nei Salmi: non abbandonarla! ».

I Salmi sono dati al credente proprio come testo di preghiera, che ha come unico fine quello di diventare la preghiera di chi li assume e con essi si rivolge a Dio. Poiché sono Parola di Dio, chi prega i Salmi parla a Dio con le parole stesse che Dio ci ha donato, si rivolge a Lui con le parole che Egli stesso ci dona. Così, pregando i Salmi si impara a pregare. Sono una scuola della preghiera (Benedetto XVI, Udienza generale, 22 giugno 2011).

Come abbiamo osservato, alla differenza di molte altre preghiere, i Salmi non sono mere composizioni umane. Sono ispirate da Dio. Attraverso i Salmi, Dio viene incontro al nostro

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